Cari amici, ci risiamo. Dopo aver portato 'Il Corruttore' e ‘In terra consacrata’ in finale al Premio Scerbanenco, vi chiedo di aiutarmi a far vincere 'Le mani sugli occhi'. Chi ha partecipato al voto negli ultimi due anni sa che il meccanismo è un po' complesso, ma la partecipazione è molto più divertente e si può interagire con gli altri 'elettori' per convincerli che ‘Le mani sugli occhi’ è il candidato migliore. Tutto quello che serve sono un pc, una casella e-mail e un documento di identità a portata di mano. Le istruzioni sono qui: http://www.noirfest.com/iscriviti.asp ma fate in fretta: c'è tempo solo fino al 19 novembre.
Grazie a tutti!
Due Madri - il booktrailer - in libreria dal 14 aprile
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mercoledì 9 novembre 2011
lunedì 7 dicembre 2009
Courmayeur Express
Bagagli essenziali, macchina fotografica a posto, biglietti a portata di mano. Domattina si parte per Courmayeur. L'impegno - che spero di mantenere - è di darvi su queste 'pagine' un resoconto dettagliato di ciò che accadrà. E ne accadranno delle belle, ne sono convinto, visto soprattutto chi saranno i miei compagni di avventura. L'appuntamento, per quanto mi riguarda, è mercoledì 9 alle 12 al Jardin de l'Ange, dove Valerio Calzolaio presenterà In terra consacrata per la finale del Premio Scerbanenco. Chi sarà da quelle parti si faccia vedere!
mercoledì 2 dicembre 2009
In Terra Consacrata è in finale!
E' fatta: In Terra Consacrata è in finale al Premio Scerbanenco. Certo non sarà facile: dovrò vedermela con Donato Carrisi, Marco Vichi, Elisabetta Bucciarelli e Maurizio De Giovanni, ma vorrei che la due giorni di Courmayer - 8 e 9 dicembre - fosse innanzitutto un'occasione per fare nuove conoscenze e divertirsi. Non c'è alcun buonismo in questo: parto consapevole di avere le carte in regola per vincere e so già che se non dovessi farcela ci resterei malissimo. Mi piacerebbe però che l'atmosfera fosse quella dell'anno scorso: una sconclusionata comitiva di scrittori che si ritrova quasi per caso in mezzo a due metri di neve a parlare di letture e scritture, di fesserie e di cose serie, magari senza darsi troppe arie. Sarebbe bello, no?
venerdì 27 novembre 2009
La recensione di Valerio Calzolaio
Ed ecco la recensione di Valerio Calzolaio per Il Salvagente:
Roma. Giugno 1983. Giugno 1993. Estate 2008. Sparisce la quindicenne Antonella Iacoangeli. Venticinque anni dopo una donna dice di sapere come, perchè e che fine ha fatto. Si tratta della bellissima drogata
ex prostituta d’alto bordo Anna Marzani, parla anche del bimbo dei Salemi ucciso oltre quindici anni fa, vien fuori che è una strana storia di connivenze fra una nota banda di delinquenza e riciclaggio guidata da Marino Cruciani ed esponenti del Vaticano, in particolare monsignor Duarte. L’anziano procuratore in pensione, autore dell’indagine irrisolta e poi di un libro in materia, viene tirato in ballo per capirci qualcosa. E…. Alt! Avete letto le agenzie e i giornali della recente ultima quindicina di novembre? Cliccate il comando rinomina, stesse date e vicende, i veri nomi in ordine: Emanuela Orlandi, Sabrina Minardi, Nicitra, banda della Magliana, Renatino Enrico De Pedis, Marcinkus, ecc. (da Calvi a Sindona). Bella ulteriore prova per il dotato quarantenne palermitano giornalista “estero” dell’AGI Ugo Barbàra (“In terra consacrata”, Piemme 2009, pag. 459 euro 18,50), in terza varia, molto documentato (anche grazie alla cronista giudiziaria Rosa Polito) e anche sufficientemente creativo ispirato (se perdeva ancor più la rotta era anche meglio). Pagine interessanti sull’anticomunismo della Chiesa. Il titolo si riferisce al luogo della “sepoltura”. Segnalo che la vita è sottile equilibrio di diffidenze. Buona musica e pure molte messe cantate, violentemente. Troppi panini per essere nella capitale.
Roma. Giugno 1983. Giugno 1993. Estate 2008. Sparisce la quindicenne Antonella Iacoangeli. Venticinque anni dopo una donna dice di sapere come, perchè e che fine ha fatto. Si tratta della bellissima drogata
sabato 21 novembre 2009
giovedì 12 novembre 2009
Andiamoci a prendere il Premio Scerbanenco!
L'anno scorso avete portato 'Il Corruttore' in finale al Premio Scerbanenco. Quest'anno vi chiedo di riprovarci: facciamo vincere 'In terra consacrata'. Per evitare i brogli, il meccanismo di voto è un po' più complesso della scorsa edizione, ma la partecipazione al voto è molto più divertente e si può interagire con gli altri 'elettori' per convincerli che 'In terra consacrata' è il candidato migliore. Tutto quello che serve sono un pc, una casella e-mail e un documento di identità a portata di mano. E' un po' come una sottoscrizione per una giusta causa. E questa - diamine! - è una giusta causa.
Le istruzioni sono qui: http://www.noirfest.com/iscriviti.asp ma fate in fretta: c'è tempo solo fino al 28 novembre.
Le istruzioni sono qui: http://www.noirfest.com/iscriviti.asp ma fate in fretta: c'è tempo solo fino al 28 novembre.
venerdì 31 luglio 2009
Ecco la rassegna stampa di In Terra Consacrata
E' stata pubblicata sul sito www.ugobarbara.it la rassegna stampa de 'In Terra Consacrata'. Ho aspettato perchè ogni volta che decidevo di inoltrare il materiale al webmaster, usciva un articolo nuovo. Nella sezione troverete la recensione di Giovanni Pacchiano sul Domenicale del Sole 24Ore che mi definisce "il nostro piccolo Larsson"; quella di Francesco Fantasia che sul Messaggero parla di "thriller potente" e quella di Maria Serena Palieri su l'Unità: "un gran bel giallo". Ultimi solo in ordine di tempo, Sergio Pent per TuttoLibri de La Stampa - "un perfetto thriller sociale" - e Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera:"ricostruzione accattivante e ben cognegnata... una buona lettura".
Buona lettura a voi.
giovedì 25 giugno 2009
Il Procione ha colpito
Se bazzicate su queste pagine, allora è probabile che conosciate già aNobii. Se non sapete cosa è ve lo sintetizzo in due battute: una community che chi ama i libri non può non frequentare. Andate e iscrivetevi qui. O consultatela anche solo per sapere cosa la gente dice di quel certo libro che siete tentati di comprare, ma temete che sia una fregatura e non vi fidate della classifica né dei critici. Oppure se un tale autore tanto osannato vi sembra una sòla e volete scoprire se sul pianeta c'è qualcun altro che la pensa come voi.
Su aNobii ci sono diversi 'gruppi di discussione', il più famoso dei quali è forse Il ghetto dei lettori. All'interno del ghetto (che tanto ghetto non è visto che ha più di cinquemila membri) ci sono recensori più o meno temuti. E mi hanno detto che il più temuto è Procyon Lotor, dotato di prosa raffinata e tagliente. Così quando ho visto che c'era una sua recensione di In terra consacrata...
Leggete qui
giovedì 11 giugno 2009
Tutto come previsto ma... Sorpresa Lugli!
Allo Strega tutto come da copione. La cinquina è quella che io (ma non sltanto io) avevo previsto da tempo, solo l'ordine d'arrivo è un po' sballato rispetto a quello che avevo pensato. La serata in Casa Bellonci è stata piacevole. Non faceva il terribile caldo che mi avevano preannunciato, ho scambiato quattro chiacchiere con Niccolò Ammaniti ed espresso solidarietà a Paolo Giordano per il sacrificio che deve essergli costato farsi intervistare all'Auditorium e ho conosciuto Fulvio Abate. Poi molto cazzeggio in mezzo a quello che uno si immagina esattamente essere il parterre dello Strega.
Questo l'esito, per chi non lo avesse già letto sulle agenzie:Tiziano Scarpa - Stabat Mater - Einaudi - 59
Massimo Lugli - L'istinto del lupo - Newton Compton - 45
Cesarina Vighy - L'ultima estate - Fazi - 42
Antonio Scurati - Il bambino che sognava la fine del mondo - Bompiani - 40
Andrea Vitali - Almeno il cappello - Garzanti - 35
E io? Io ho preso 10 (dieci) voti. C'è a chi è andata peggio e considero questo risultato un successo - e non come il Pd con le Europee - perché per essere un libro uscito un mese e mezzo fa, ne ha fatta di strada.
Di Scarpa, Scurati e Vitali si sapeva. Sulla Vighy avrei messo la mano sul fuoco e non per la sua vicenda umana, ma perché tutti (anche le peggiori carogne) mi hanno detto che è davvero un gran bel libro. La vera sorpresa è Lugli. Lo annoveravo tra gli scanazzati come me e Buzzolan, e invece lui zitto zitto s'è andato a prendere il secondo posto. Sono al suo fianco e non solo per solidarietà giornalistica e per vicinanza topografica (lui sta al 90 di via Colombo e io al 98), ma perché non c'è alcuna possibilità che uno come lui, comunque vada a finire, si dia delle arie. Scommetto che sta ancora lì a chiedersi come diavolo è possibile...
In terra consacrata secondo Maurizio Testa
Si vede che Maurizio Testa la struttura del dizionario ce l'ha proprio nel Dna. Ho avuto il piacere di ricevere da lui una originale recensione per punti di In terra consacrata. Per chi non lo conoscesse, Maurizio è autore, insieme con Alessandra Buccheri e Claudia Catalli del Dag - Dizionario Atipico del Giallo di cui ho già scritto qualche tempo fa. Ecco cosa scrive:
Stile: scorrevole, asciutto, senza fronzoli, favorisce il ritmo narrativo, non crea diversivi inutili alla narrazione
Architettura: azzeccato l'intreccio tra le varie vicende ripartite in capitoli diversi e buona la fine dei capitoli che fa venire voglia al lettore di riprendere quella vicenda, appena possibile, ma poi ci si appassiona al capitolo che segue....
Capitoli: ottima la scelta di capitoli brevi, permettono al lettore di seguire meglio il complesso delle vicende e dei personaggi. E poi danno un bel ritmo al romanzo
Personaggi: riusciti sia quelli veri che quelli di fantasia (che appaiono e spariscono al momento giusto, cioè quando meno ce lo si aspetta), sono ben costruiti, senza troppi dettagli, ma con una fisionomia precisa che si delinea nel corso del romanzo
Scenario: per un romano come me, si apprezza la ricostruzione delle location, che sono ben inserite nel contesto, sono funzionali alla storia e non descrizioni tout cout. Poche pennellate che alla fine costituiscono un fondale intrinsecamente legato alle vicende
Finale: i vari filoni si riuniscono senza incongruenze, buchi o contraddizioni. Il finale non è mozzafiato, ma non credo fosse quello il tuo intento e forse tutto sommato non si sarebbe attagliato ad un romanzo che poggia una gamba su fatti realmente accaduti e una su una storia di fantasia (la realtà non è quasi mai eclatante...)
Critica: la lunghezza. Io sono convinto che in genere 350, massimo 400 pagine, siano la misura massima per mantenere la tensione del racconto, tenere alta l'attenzione del lettore e per narrare qualsiasi storia. Oltre questa misura la concentrazione del lettore (almeno per me) subisce un calo... insomma almeno 50 pagine in meno avrebbero giovato e reso i romanzo ancora più intrigante e fruibile di quanto già non lo sia.
Complimenti. Un bel lavoro
mercoledì 10 giugno 2009
E la prima è andata: i ragazzi hanno votato
Il primo test, forse tutto sommato il più vero, è superato. La giuria degli studenti del Premio Strega mi ha dato 9 voti. Non male, visto che
In terra consacrata è uscito il 28 aprile e che non ho potuto contare sulla campagna di promozione che gli altri candidati, usciti molto prima, hanno potuto portare avanti nelle scuole con l'iniziativa un anno stregato della Fondazione Bellonci.
E non male soprattutto in considerazione che su 12 candidati mi sono piazzato esattamente a metà - sesto - prendendo più voti di due dei favoriti: Andrea Vitali (1) e Antonio Scurati (5). Mi ha lasciato perplesso l'unico voto tributato dai ragazzi a Gaetano Cappelli, che evidentemente non è ancora riuscito a far breccia nel cuore delle nuove generazioni, mentre non mi ha stupito la vittoria di Tiziano Scarpa (24 voti) e la buona affermazione di Linda Ferri che raccontano, modo diverso, la storia di due adolescenti. Segno che per conquistare il pubblico giovane (i lettori del futuro) bisogna raccontare la loro età senza per questo dover necessariamente essere dei Moccia.
E non male soprattutto in considerazione che su 12 candidati mi sono piazzato esattamente a metà - sesto - prendendo più voti di due dei favoriti: Andrea Vitali (1) e Antonio Scurati (5). Mi ha lasciato perplesso l'unico voto tributato dai ragazzi a Gaetano Cappelli, che evidentemente non è ancora riuscito a far breccia nel cuore delle nuove generazioni, mentre non mi ha stupito la vittoria di Tiziano Scarpa (24 voti) e la buona affermazione di Linda Ferri che raccontano, modo diverso, la storia di due adolescenti. Segno che per conquistare il pubblico giovane (i lettori del futuro) bisogna raccontare la loro età senza per questo dover necessariamente essere dei Moccia.
Ma soprattutto è stata una serata molto carina. Serena Dandini in grandissima forma ha messo tutti a proprio agio smussando qualunque spigolo da evento cultural-palloso e riuscendo a sostenere
l'insostenibile: una interminabile intervista con il timissimo Paolo Giordano al quale ha strappato parole con la stessa determinazione con cui si estrae un dente del giudizio.
Ma si respira già l'odore aspro della semifinale. A margine non sono mancate le polemiche, soprattutto sulla lenzuolata di Giorgio Vasta su Repubblica alla vigilia del voto (definita da qualcuno un endorsement verso la cinquina). Io nel mio giorno di riposo non apro i giornali e confesso di non averla ancora letta, ma non ho potuto fare a meno di far notare a Giorgio (sulla cui buonafede sono pronto a mettere la mano sul fuoco) che tanti anni lontano da Palermo gli hanno fato dimenticare la regola numero uno: mai fare i nomi.
Domani sera la resa dei conti a Casa Bellonci, con la designazione della cinquina.
I boatos danno per scontato l'ingresso di Scarpa, Vitali e Scurati. Io dico che uno dei due posti restanti andrà a Cesarina Vighy. Per l'ultimo slot... incrociamo le dita.
I boatos danno per scontato l'ingresso di Scarpa, Vitali e Scurati. Io dico che uno dei due posti restanti andrà a Cesarina Vighy. Per l'ultimo slot... incrociamo le dita.
sabato 6 giugno 2009
Piccole (grandi) soddisfazioni
Magari è solo una piccola soddisfazione. Ma essere primo in classifica - e sopra Faletti - anche se solo a Palermo, è pur sempre una bella soddisfazione!
mercoledì 3 giugno 2009
La recensione del Messaggero
E' un thriller acre, duro, provocatorio In terra consacrata (Piemme, 460 pagine, 18,50 euro), un romanzo che smuove profondità limacciose, che fa scorrere sangue e pensieri in coni d'ombra mai illuminati. E dove il vero, il verosimile e l'invenzione narrativa s'intrecciano in modo formidabile per raccontare uno dei tanti enigmi irrisolti della storia d'Italia contemporanea, la scomparsa di Emanuela Orlandi. Ugo Barbàra rivela la mano felice dello scrittore nel riuscire a riannodare i mille fili di una vicenda che non ha ancora trovato una verità giudiziaria ma che almeno trova adesso, nel suo libro, una convincente soluzione narrativa. Tocca a Fabrizio Rebecchi - un avvocato che si trasforma suo malgrado in involontario e tenace detective - squarciare la spessa coltre di menzogne, connivenze, intrighi che grava sulla scomparsa di Emanuela, la figlia 15enne di un commesso del Vaticano. Attorno a quella misteriosa sparizione si gioca una partita sporca, una partita che muove scagnozzi della banda della Magliana e servizi segreti, mafiosi e camorristi, banchieri e prelati, in una danza macabra di potenti che dall'ombra decidono le sorti del Paese. La 'verità' di Barbàra non è stata ancora scritta nei tribunali, ma è una verità fatta di domande che è giusto continuar continuare a fare. Anche con un thriller come questo, carico di significato, simbolicamente potente, che riesce a dare un senso ad uno dei passaggi più oscuri dei nostra vita repubblicana.
martedì 2 giugno 2009
sabato 30 maggio 2009
Lola Margot, Morgan Sebastian...e ah, Angelica
Questi sono Lola Margot e Morgan Sebastian con Angelica. Alle Rughe, credo ;)

giovedì 28 maggio 2009
Siamo uomini o rosiconi?
Cose che succedono: essere vittima della rosiconeria di chi tutto avrebbe tranne che rosicare per colpa mia. Quando In terra consacrata era in uscita, si era posta la questione
della fascetta. Ora, per i non addetti ai lavori, la fascetta su un romanzo è sempre oggetto di grandi disquisizioni. Non è obbligatorio che ci sia - sul Corruttore è finita soltanto dopo il premio Scerbanenco - mentre per In terra consacrata c'era la diffusa sensazione in casa editrice che dovesse esserci fin dal primo momento. Per questo la direttrice editoriale si era rivolta a un Noto Autore per chiedere se gli andava di leggere il romanzo in bozze e - se gli fosse piaciuto - buttare giù una frase per la fascetta. Ma con tempestività il Noto Autore ha declinato perchè troppo impegnato. Tempo dopo al Noto Autore è stato chiesto se per caso gli andava di scrivere di In terra consacrata su un quotidiano nazionale. Ma ancora una volta il Noto Autore ha declinato l'invito. Di fronte allo stupore della casa editrice mi sono sentito in obbligo di raccontare quello che sapevo. Mentre scrivevo il romanzo, un magistrato romano mi aveva raccontato che poco tempo prima il Noto Autore - suo vecchio amico - era andato da lui a chiedergli del caso Orlandi perchè, gli aveva detto, pensava di scrivere qualcosa. Solo che a quanto pare io sono arrivato prima e la cosa al Noto Autore non è andata giù. Così invece che prenderla con eleganza (rassegnandosi al fatto che essere Noti Autori non significa avere l'escusiva delle buone idee, bisogna essere pure un po' veloci) ha cominciato con queste ripicche da due lire. Che francamente mi hanno un po' amareggiato, perchè se un Noto Autore comincia a fare il rosicone con me...
Ma non è finita qui. Qualcuno ha raccontato al Noto Autore del successo della presentazione di Roma e lui ha sibillinamente commentato: "E' un bravo ragazzo". Che non so cosa significhi. Ma so cosa significa quello che ha aggiunto la mia fonte ridendo: "secondo me rosicava...".
della fascetta. Ora, per i non addetti ai lavori, la fascetta su un romanzo è sempre oggetto di grandi disquisizioni. Non è obbligatorio che ci sia - sul Corruttore è finita soltanto dopo il premio Scerbanenco - mentre per In terra consacrata c'era la diffusa sensazione in casa editrice che dovesse esserci fin dal primo momento. Per questo la direttrice editoriale si era rivolta a un Noto Autore per chiedere se gli andava di leggere il romanzo in bozze e - se gli fosse piaciuto - buttare giù una frase per la fascetta. Ma con tempestività il Noto Autore ha declinato perchè troppo impegnato. Tempo dopo al Noto Autore è stato chiesto se per caso gli andava di scrivere di In terra consacrata su un quotidiano nazionale. Ma ancora una volta il Noto Autore ha declinato l'invito. Di fronte allo stupore della casa editrice mi sono sentito in obbligo di raccontare quello che sapevo. Mentre scrivevo il romanzo, un magistrato romano mi aveva raccontato che poco tempo prima il Noto Autore - suo vecchio amico - era andato da lui a chiedergli del caso Orlandi perchè, gli aveva detto, pensava di scrivere qualcosa. Solo che a quanto pare io sono arrivato prima e la cosa al Noto Autore non è andata giù. Così invece che prenderla con eleganza (rassegnandosi al fatto che essere Noti Autori non significa avere l'escusiva delle buone idee, bisogna essere pure un po' veloci) ha cominciato con queste ripicche da due lire. Che francamente mi hanno un po' amareggiato, perchè se un Noto Autore comincia a fare il rosicone con me...Ma non è finita qui. Qualcuno ha raccontato al Noto Autore del successo della presentazione di Roma e lui ha sibillinamente commentato: "E' un bravo ragazzo". Che non so cosa significhi. Ma so cosa significa quello che ha aggiunto la mia fonte ridendo: "secondo me rosicava...".
venerdì 22 maggio 2009
Laura Morante legge In Terra Consacrata
Lo so che il video è capovolto e che prima di fare lo sperto dovrei imparare a orientare la telecamera del telefonino. Ma volete mettere l'emozione di avere Laura Morante che legge l'incipit di In Terra Consacrata e per giunta allo Strega?! Godetevi l'audio: quello è dritto
domenica 17 maggio 2009
sabato 16 maggio 2009
venerdì 15 maggio 2009
Diario di Torino - Day One
Primo giorno alla Fiera del Libro e... meglio di così non poteva andare! Presentare In terra consacrata al Caffè Letterario era una bella sfida: uno spazio aperto, un gran via vai di gente e la necessità di calamitare l'attenzione per far fronte alla concorrenza di tanti altri eventi in contemporanea.
E invece avrei voluto avere la faccia tosta di tirar fuori la macchina fotografica e immortalare da lì, dal palco, la folla che per quasi un'ora è rimasta a sentir parlare del mio romanzo.
Un successo insperato; la sala piena e attenta, grazie soprattutto alla brillante presentazione di Bruno Gambarotta e Sergio Pent. "Un libro che non si riesce a smettere di leggere" ha detto Gambarotta. "Uno dei più belli di quest'anno" ha aggiunto Pent.
Domande di lettori curiosi e preparati, un clima rilassato... Poi intervista a Radio24 e due chiacchiere con gli amici di Fahrenheit per regalare La versione di Barney alla loro iniziativa per l'Abruzzo: la bibliotenda.
Domande di lettori curiosi e preparati, un clima rilassato... Poi intervista a Radio24 e due chiacchiere con gli amici di Fahrenheit per regalare La versione di Barney alla loro iniziativa per l'Abruzzo: la bibliotenda.Cosa si può desiderare di più da una giornata in Fiera?
Ho incontrato un caro amico, Roberto Alajmo, e finalmente ho conosciuto uno scrittore che amo, Ugo Riccarelli, e che avrò l'onore di avere come presentatore di In terra consacrata a Roma il 26 maggio.
Poi cena all'osteria Le antiche sere con lo staff Piemme, gli amici e una nuova conoscenza: Garth Stein, autore di L'arte di correre sotto la pioggia. Buon vino e tagliolini con gli asparagi che ora, alle due passate, sono ancora parcheggiati all'altezza dell'esofago. Colpa di anni di ricreazioni passate a pasteggiare a pane e panelle e non del cuoco torinese.
C'è poco da fare: la Fiera è sempre una grade emozione. La prima volta, nel 1994, Roy Lichtenstein mi autografò una cartolina con uno dei suoi quadri più celebri. Ci sono tornato altre quattro volte, per presentare i miei romanzi, ma sempre a correre avanti e indietro da un evento all'altro, da un'intervista all'altra.Domani, però, me la godrò proprio la Fiera: mi sveglierò con calma (nelle ultime 48 ore non ho dormito più di sette) e passeggerò tra gli stand curiosando soprattutto tra le proposte - e le sorprese - dei piccoli editori, quelli che nelle librerie spesso non hanno spazio, e che qui si fanno grandi anche dei loro pochi metri quadrati.
Nella foto io e Rosa al termine della presentazione. Il mio sorriso ebete e il suo da schizzata è conseguenza dell'esaltazione da presentazione di successo...
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