Chi segue questo blog sa che sono un fedele follower di alcuni blogger di genere e non, come l'Angolo Nero, Corpi Freddi e Booksblog . O che non perdo mai l'appuntamento con il commento di Alfonso76.com alla classifica dei libri più venduti. Per questo leggere la sua recensione di 'Le mani sugli occhi' è stata una bella emozione.
Sulla mia pagina di Facebook avete già trovato i link a quello che Thrillerpages e LibriNews hanno scritto nei primi giorni dell'uscita del mio nuovo romanzo, alla bella recensione di Maurizio Testa su aNobii e all'intervista di Graziano Rossi su La Ghigliottina.
Due Madri - il booktrailer - in libreria dal 14 aprile
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domenica 1 maggio 2011
giovedì 3 dicembre 2009
E' tornato il Dag
Sono stato alla presentazione del Dag. Ho dovuto fare qualche salto mortale per farcela, ma ne è valsa la pena. Come l'anno scorso, ma forse più dell'anno scorso, quando la presentazione della prima edizione di questo Dizionario Atipico del Giallo era sembrata una specie di scherzo, un tentativo di vedere come va.
Quest'anno invece Maurizio Testa e Claudia Catalli (assente giustificata Alessandra Buccheri piegata dall'influenza) si sono resi conto di aver creato un prodotto che funziona. Non ne faccio una questione di numeri di copie: un dizionario (a meno che non sia lo Zingarelli) non entra nella top ten della classifica Nielsen, ma il Dag è stata e continua a essere (e spero che continuerà ad essere per molti anni a venire) una bella idea. In sostanza - per chi non lo ricordasse o non lo sapesse - è una rassegna (critica più che compilativa) degli eventi clou nell'ambito noir-giallo-thriller dell'anno che si avvia a conclusione. E non si dica che il mio entusiasmo per il Dag è dettato dal fatto che dedica ben tre pagine a In Terra Consacrata, perché posso vantarmi di essere stato tra i suoi primi sostenitori e in tempi non sospetti. Ma nel'austera Casa del Cinema a Villa Borghese questa'anno si respirava un'atmosfera diversa, più seria ma non per questo pallosa; meno festaiola e cazzara. Il Dag è stato riconosciuto come uno strumento di lavoro, mentre nella prima intenzione dei suoi creatori c'era quella di partorire un volumone da tenere sul comodino e consultare a tempo per fare un tuffo nel mondo dei criminali e dei disadattati; del vizio e del torbido prima di dare la buonanotte al mondo reale. Sulle spalle del trio Testa-Buccheri-Catalli si è invece depositato un rispettabile fardello: ci si aspetta che mantengano questo impegno anche l'anno prossimo (dall'editore Cooper lo si aspetta di default) e sempre con il rigore, ironico e istrionico, che ha contraddistinto i primi due volumi.
Un paio di note di colore:
1) Maurizio è stato così gentile da chiamarmi al tavolo per dire un paio di cose e gli chiedo perdono se ho preso più tempo del dovuto.
2) Ho finalmente conosciuto Enzo BodyCold e sua moglie con cui ho parlato di un sacco di di cose: dal Giappone alla graphic novel; dalle cose che accadono in una seduta di laurea a una collaborazione da inventare sull'asse New York-Roma. Sono simpaticissimi e mi dispiace non poter contare sulla loro compagnia a Courmayeur, anche se Enzo mi ha confessato di non aver votato per me allo Scerbanenco. Considero impegno preso l'idea di andarci a fare una birra insieme una di queste sere.
Un paio di note di colore:
1) Maurizio è stato così gentile da chiamarmi al tavolo per dire un paio di cose e gli chiedo perdono se ho preso più tempo del dovuto.
2) Ho finalmente conosciuto Enzo BodyCold e sua moglie con cui ho parlato di un sacco di di cose: dal Giappone alla graphic novel; dalle cose che accadono in una seduta di laurea a una collaborazione da inventare sull'asse New York-Roma. Sono simpaticissimi e mi dispiace non poter contare sulla loro compagnia a Courmayeur, anche se Enzo mi ha confessato di non aver votato per me allo Scerbanenco. Considero impegno preso l'idea di andarci a fare una birra insieme una di queste sere.
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giovedì 11 giugno 2009
In terra consacrata secondo Maurizio Testa
Si vede che Maurizio Testa la struttura del dizionario ce l'ha proprio nel Dna. Ho avuto il piacere di ricevere da lui una originale recensione per punti di In terra consacrata. Per chi non lo conoscesse, Maurizio è autore, insieme con Alessandra Buccheri e Claudia Catalli del Dag - Dizionario Atipico del Giallo di cui ho già scritto qualche tempo fa. Ecco cosa scrive:
Stile: scorrevole, asciutto, senza fronzoli, favorisce il ritmo narrativo, non crea diversivi inutili alla narrazione
Architettura: azzeccato l'intreccio tra le varie vicende ripartite in capitoli diversi e buona la fine dei capitoli che fa venire voglia al lettore di riprendere quella vicenda, appena possibile, ma poi ci si appassiona al capitolo che segue....
Capitoli: ottima la scelta di capitoli brevi, permettono al lettore di seguire meglio il complesso delle vicende e dei personaggi. E poi danno un bel ritmo al romanzo
Personaggi: riusciti sia quelli veri che quelli di fantasia (che appaiono e spariscono al momento giusto, cioè quando meno ce lo si aspetta), sono ben costruiti, senza troppi dettagli, ma con una fisionomia precisa che si delinea nel corso del romanzo
Scenario: per un romano come me, si apprezza la ricostruzione delle location, che sono ben inserite nel contesto, sono funzionali alla storia e non descrizioni tout cout. Poche pennellate che alla fine costituiscono un fondale intrinsecamente legato alle vicende
Finale: i vari filoni si riuniscono senza incongruenze, buchi o contraddizioni. Il finale non è mozzafiato, ma non credo fosse quello il tuo intento e forse tutto sommato non si sarebbe attagliato ad un romanzo che poggia una gamba su fatti realmente accaduti e una su una storia di fantasia (la realtà non è quasi mai eclatante...)
Critica: la lunghezza. Io sono convinto che in genere 350, massimo 400 pagine, siano la misura massima per mantenere la tensione del racconto, tenere alta l'attenzione del lettore e per narrare qualsiasi storia. Oltre questa misura la concentrazione del lettore (almeno per me) subisce un calo... insomma almeno 50 pagine in meno avrebbero giovato e reso i romanzo ancora più intrigante e fruibile di quanto già non lo sia.
Complimenti. Un bel lavoro
giovedì 19 marzo 2009
Un tom-tom per il giallo
Di quanto i premi letterari (se uno li sa affrontare senza isterismi) diano l'opportunità di conoscere gli altri scrittori abbiamo già parlato qui. Ma quando mi sono trovato finalista allo Scerbanenco ho dovuto fare i conti con la mia profonda e assoluta ignoranza di quello che è un mondo incredibilmente vitale e ricco di personaggi: il
giallo italiano. Che poi con le sue declinazioni (o eccezioni, o se preferite derivazioni) in noir, thriller, horror e via dicendo si allarga a macchia d'olio fino a comprendere decine di nomi.
giallo italiano. Che poi con le sue declinazioni (o eccezioni, o se preferite derivazioni) in noir, thriller, horror e via dicendo si allarga a macchia d'olio fino a comprendere decine di nomi. A Courmyeur mi avrebbe fatto molto comodo un bel tomo appena uscito da Cooper Editore: il Dizionario Atipico del Giallo. L'autore è Maurizio Testa (con la collaborazione e i contributi di Alessandra Buccheri per la parte letteraria e di Claudia Catalli per quella cinematografica ed homevideo) scrittore e giornalista, nonché mente de 'Il falcone maltese' e 'Noirbook'.
Per dirla con parole sue, il Dizionario Atipico del Giallo, consiste in una particolare selezione dei libri, dei film, del programmi tv, dei dvd, delle manifestazioni e quant'altro ha ruotato nel mondo del giallo, del mystery, del noir e del thriller nell'anno passato. Ma si tratta di un dizionario atipico perché la selezione di cosa, chi e come inserire è stata dettata dal giudizio dell'autore e ogni voce è trattata come un articolo. Oppure è un'intervista, o ancora prende spunto da un libro o un film per parlare di un genere o anche una breve storia di esperienze personali nel mondo del giallo. Istruzioni per l'uso: non va tenuto su uno scaffale in attesa di consultarlo, ma sul comodino per leggerlo, magari una voce ogni sera "come un vero giallo".
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