Due Madri - il booktrailer - in libreria dal 14 aprile

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domenica 1 maggio 2011

Si dice in giro...

Chi segue questo blog sa che sono un fedele follower di alcuni blogger di genere e non, come l'Angolo Nero, Corpi Freddi e Booksblog . O che non perdo mai l'appuntamento con il commento di Alfonso76.com alla classifica dei libri più venduti. Per questo leggere la sua recensione di 'Le mani sugli occhi' è stata una bella emozione.

Sulla mia pagina di Facebook avete già trovato i link a quello che Thrillerpages e LibriNews hanno scritto nei primi giorni dell'uscita del mio nuovo romanzo, alla bella recensione di Maurizio Testa su aNobii e all'intervista di Graziano Rossi su La Ghigliottina.

giovedì 11 giugno 2009

In terra consacrata secondo Maurizio Testa

Si vede che Maurizio Testa la struttura del dizionario ce l'ha proprio nel Dna. Ho avuto il piacere di ricevere da lui una originale recensione per punti di In terra consacrata. Per chi non lo conoscesse, Maurizio è autore, insieme con Alessandra Buccheri e Claudia Catalli del Dag - Dizionario Atipico del Giallo di cui ho già scritto qualche tempo fa. Ecco cosa scrive:
Intreccio cronaca-storia: molto buono il mix
Stile: scorrevole, asciutto, senza fronzoli, favorisce il ritmo narrativo, non crea diversivi inutili alla narrazione
Architettura: azzeccato l'intreccio tra le varie vicende ripartite in capitoli diversi e buona la fine dei capitoli che fa venire voglia al lettore di riprendere quella vicenda, appena possibile, ma poi ci si appassiona al capitolo che segue....
Capitoli: ottima la scelta di capitoli brevi, permettono al lettore di seguire meglio il complesso delle vicende e dei personaggi. E poi danno un bel ritmo al romanzo
Personaggi: riusciti sia quelli veri che quelli di fantasia (che appaiono e spariscono al momento giusto, cioè quando meno ce lo si aspetta), sono ben costruiti, senza troppi dettagli, ma con una fisionomia precisa che si delinea nel corso del romanzo
Scenario: per un romano come me, si apprezza la ricostruzione delle location, che sono ben inserite nel contesto, sono funzionali alla storia e non descrizioni tout cout. Poche pennellate che alla fine costituiscono un fondale intrinsecamente legato alle vicende
Finale: i vari filoni si riuniscono senza incongruenze, buchi o contraddizioni. Il finale non è mozzafiato, ma non credo fosse quello il tuo intento e forse tutto sommato non si sarebbe attagliato ad un romanzo che poggia una gamba su fatti realmente accaduti e una su una storia di fantasia (la realtà non è quasi mai eclatante...)
Critica: la lunghezza. Io sono convinto che in genere 350, massimo 400 pagine, siano la misura massima per mantenere la tensione del racconto, tenere alta l'attenzione del lettore e per narrare qualsiasi storia. Oltre questa misura la concentrazione del lettore (almeno per me) subisce un calo... insomma almeno 50 pagine in meno avrebbero giovato e reso i romanzo ancora più intrigante e fruibile di quanto già non lo sia.
Complimenti. Un bel lavoro

mercoledì 3 giugno 2009

La recensione del Messaggero

E' un thriller acre, duro, provocatorio In terra consacrata (Piemme, 460 pagine, 18,50 euro), un romanzo che smuove profondità limacciose, che fa scorrere sangue e pensieri in coni d'ombra mai illuminati. E dove il vero, il verosimile e l'invenzione narrativa s'intrecciano in modo formidabile per raccontare uno dei tanti enigmi irrisolti della storia d'Italia contemporanea, la scomparsa di Emanuela Orlandi. Ugo Barbàra rivela la mano felice dello scrittore nel riuscire a riannodare i mille fili di una vicenda che non ha ancora trovato una verità giudiziaria ma che almeno trova adesso, nel suo libro, una convincente soluzione narrativa. Tocca a Fabrizio Rebecchi - un avvocato che si trasforma suo malgrado in involontario e tenace detective - squarciare la spessa coltre di menzogne, connivenze, intrighi che grava sulla scomparsa di Emanuela, la figlia 15enne di un commesso del Vaticano. Attorno a quella misteriosa sparizione si gioca una partita sporca, una partita che muove scagnozzi della banda della Magliana e servizi segreti, mafiosi e camorristi, banchieri e prelati, in una danza macabra di potenti che dall'ombra decidono le sorti del Paese. La 'verità' di Barbàra non è stata ancora scritta nei tribunali, ma è una verità fatta di domande che è giusto continuar continuare a fare. Anche con un thriller come questo, carico di significato, simbolicamente potente, che riesce a dare un senso ad uno dei passaggi più oscuri dei nostra vita repubblicana.

domenica 6 aprile 2008

Su I love Sicilia si parla del Corruttore

Il 28 marzo è uscito il primo articolo su Il Corruttore: una colossale botta di protossido di azoto per il mio ego. La rivista I love Sicilia ha dedicato due pagine all’intervista che mi ha fatto Margherita Gigliotta e che mi è servita a fare un po’ d’ordine sull’essere palermitano, sull’essere uno scrittore e su qualcosa che alcuni considerano un crimine imperdonabile: essere uno scrittore siciliano che ha osato lasciare la propria terra.
Troverete presto l’articolo nella sezione rassegna stampa del sito http://www.ugobarbara.it/