- No, dài... non puoi fare quel titolo...
- Quale...
- Quello sul sub
- Perchè?
- Perchè è morto, poverino! Non si fa ironia su queste cose
- Ma non è un titolo ironico
- Allora cambialo, perché così suona ironico
- Scusa che cosa c'è di ironico in "Sub muore nel laghetto del golf mentre raccoglie palline"?
- Ma pensa ai familiari! E' già brutto così
- ...
- Cioè uno va' a fare le condoglianze e chiede: "ma come è successo?". E quelli rispondono "raccoglieva palline in un laghetto"
- (terza voce) Oppure il sub si presenta a San Pietro e deve spiegargli come è morto
- Appunto: è già brutto così. Non peggioriamo la situazione facendo ridere pure i lettori
Due Madri - il booktrailer - in libreria dal 14 aprile
sabato 28 settembre 2013
Conversazione in redazione 36
- Stanno attaccando...
- Chi?
- I soldati kenyoti, stanno attaccando il mall. E' l'assalto finale
- Ma dove lo leggi?
- Ci sono le immagini
- Aspetta che accendo la tv... Ammazza...
- Già pazzesco...
- Mai vista una cosa simile... non in tv, almeno
- Vabbè esagerato... si vede solo una colonna di fumo...
- Ma guarda là che sta' a fare...
- ...
- Pure le lacrime
- Le lacrime?
- Guarda come piange...
- Ma io vedo solo una colonna di fumo
- E tutti intorno... porello...
- Ma che stai guardando?... Ma chè è? Balzaretti? Pensavo che stavi sulle immagini da Nairobi... I terroristi... Il blitz...
- Il blitz gliel'amo fatto noi ai lazzzziali.... Altrochè... ancora me stai ai kenyoti...
- Chi?
- I soldati kenyoti, stanno attaccando il mall. E' l'assalto finale
- Ma dove lo leggi?
- Ci sono le immagini
- Aspetta che accendo la tv... Ammazza...
- Già pazzesco...
- Mai vista una cosa simile... non in tv, almeno
- Vabbè esagerato... si vede solo una colonna di fumo...
- Ma guarda là che sta' a fare...
- ...
- Pure le lacrime
- Le lacrime?
- Guarda come piange...
- Ma io vedo solo una colonna di fumo
- E tutti intorno... porello...
- Ma che stai guardando?... Ma chè è? Balzaretti? Pensavo che stavi sulle immagini da Nairobi... I terroristi... Il blitz...
- Il blitz gliel'amo fatto noi ai lazzzziali.... Altrochè... ancora me stai ai kenyoti...
Conversazione in redazione 35
- C'è un pezzo su Parolisi
- Mettilo che quella storia funziona sempre.
- Ok...
- Ma come andò a finire? L'hanno assolto no?
- Veramente gli hanno dato l'ergastolo
- Vabbé, uguale
- ...
- Mettilo che quella storia funziona sempre.
- Ok...
- Ma come andò a finire? L'hanno assolto no?
- Veramente gli hanno dato l'ergastolo
- Vabbé, uguale
- ...
Conversazione in redazione 34
- Ho messo in pagina questo pezzo sul nuovo ambasciatore americano. E' una marchetta che hanno fatto gli Esteri, non se lo leggerà nessuno. Ma mettici una foto
- Ok, ci penso io
---dieci minuti più tardi----
- Senti c'è un problema...
- Cioè?
- Io 'sta foto non la trovo
- Ma come è possibile?
- Ho cercato Ambasciatore Marchetta, ma non c'è niente...
- Ok, ci penso io
---dieci minuti più tardi----
- Senti c'è un problema...
- Cioè?
- Io 'sta foto non la trovo
- Ma come è possibile?
- Ho cercato Ambasciatore Marchetta, ma non c'è niente...
Telefonate in redazione 10
- Pronto, senatore, buongiorno. Ho visto la sua intervista da Pinca Pallina e volevo chiederle se...
- Come sono venuto?
- Scusi?
- Come sono venuto in tv?
- ... Oh... bene, credo... bene. Volevo chiederle però se...
- No, perché sa... a noi non ci fanno mai andare in tv
- Certo... capisco... volevo chiederle però se...
- Quindi uno non sa come prepararsi
- ...prepararsi, certo... io però volevo...
- E non parlo solo di prepararsi cosa dire. Intendo dire che uno deve sapere come vestirsi, dove guardare. Ad esempio: guardare in camera o l'intervistatrice?
- Guardi non saprei: non ho mai lavorato in tv. Però quello che volevo chiederle riguarda...
- Perché se poi uno sbaglia e fa una figura di merda, tutti subito a darti addosso. E non dico solo di sbagliare a parlare, ma anche a...
- CLICK!
- ...sbagliare a... Pronto? Pronto?
- Tu-Tuuuu Tu-Tuuuu Tu-Tuuuu
- (terza voce) Sei riuscita a parlare con il senatore?
- No, ha il cellulare staccato
- Come sono venuto?
- Scusi?
- Come sono venuto in tv?
- ... Oh... bene, credo... bene. Volevo chiederle però se...
- No, perché sa... a noi non ci fanno mai andare in tv
- Certo... capisco... volevo chiederle però se...
- Quindi uno non sa come prepararsi
- ...prepararsi, certo... io però volevo...
- E non parlo solo di prepararsi cosa dire. Intendo dire che uno deve sapere come vestirsi, dove guardare. Ad esempio: guardare in camera o l'intervistatrice?
- Guardi non saprei: non ho mai lavorato in tv. Però quello che volevo chiederle riguarda...
- Perché se poi uno sbaglia e fa una figura di merda, tutti subito a darti addosso. E non dico solo di sbagliare a parlare, ma anche a...
- CLICK!
- ...sbagliare a... Pronto? Pronto?
- Tu-Tuuuu Tu-Tuuuu Tu-Tuuuu
- (terza voce) Sei riuscita a parlare con il senatore?
- No, ha il cellulare staccato
Conversazione in redazione 33
- Ho un problema con una traduzione...
- Cioè...
- Sai questo cannibale che voleva torturare, uccidere e mangiare i ragazzini?
- ...
- Ci sono le ricette
- Le ricette?
- Si era appuntato come cucinarli
- Ma che schifo!
- Eh, appunto... è che non so come tradurre 'cooked as pig flesh'
- Orrore!
- (terza voce) Porchettato!
- (all'unisono) Eh?
- Se è cucinato come la carne di maiale è 'porchettato'
- Ma che stai dicendo?
- Non l'avete mai fatto l'arrosto porchettato?
- (quarta voce) Quello al forno con tutti gli aromi?
- Eh, sì, quello... E' porchettato
- Ma mica posso scrivere 'bambini porchettati', dai!
- Vabbè allora fa' un po' come ti pare
- (quarta voce - piano) Ma tu la salvia ce la metti?
- (piano) ... pure timo e rosmarino
- Insomma, basta!
- Cioè...
- Sai questo cannibale che voleva torturare, uccidere e mangiare i ragazzini?
- ...
- Ci sono le ricette
- Le ricette?
- Si era appuntato come cucinarli
- Ma che schifo!
- Eh, appunto... è che non so come tradurre 'cooked as pig flesh'
- Orrore!
- (terza voce) Porchettato!
- (all'unisono) Eh?
- Se è cucinato come la carne di maiale è 'porchettato'
- Ma che stai dicendo?
- Non l'avete mai fatto l'arrosto porchettato?
- (quarta voce) Quello al forno con tutti gli aromi?
- Eh, sì, quello... E' porchettato
- Ma mica posso scrivere 'bambini porchettati', dai!
- Vabbè allora fa' un po' come ti pare
- (quarta voce - piano) Ma tu la salvia ce la metti?
- (piano) ... pure timo e rosmarino
- Insomma, basta!
domenica 21 luglio 2013
Un uomo che (di sicuro) si chiamava Ugo
Non ho fatto in tempo. Ora mi sento male, come se avessi potuto salvarlo, e so che per sempre mi rimprovererò di non essere andato a trovarlo subito. Non sarebbe servito ad allungargli la vita, ma l'avrebbe allungata a me, perché ogni chiacchierata con Ugo Riccarelli era come una boccata di ossigeno, una iniezione di vitalità. Era come se la vita che lui sentiva sfuggire volesse donarla a quelli che incontrava. Con il suo humor, con la sua raffinatezza, con la sua eleganza, con la sua passione.
Non è un mistero che spesso gli scrittori è molto meglio leggerli che conoscerli: alcuni si rivelano persone meschine e biliose, incapaci di godere della meraviglia della vita. Conoscere Ugo, invece, era meraviglioso quanto leggerlo. Sulla pagina era un'emozione continua (e continuerà ad esserlo per sempre, grazie a Dio) e passare qualche ora con lui era un'esperienza straordinaria. Ho avuto il privilegio di conoscerlo, ho la colpa di non averlo frequentato abbastanza. Mi aveva telefonato, quando era ricoverato a Palermo, perché pensava che fossi là. Si annoiava, voleva fare quattro chiacchiere. Ma io non ero a Palermo. Non ci sono mai quando serve. E ho mancato un appuntamento importante, al quale, per fortuna, è andato un amico comune: Roberto Alajmo. L'ultima volta che ho sentito Ugo è stato la settimana scorsa. Gli ho telefonato per sapere come stava. 'Male' mi ha detto, quasi senza voce, ma poi ha fatto una battuta. Una di quelle sue battute che ti aprivano il cuore, che ti facevano pensare che anche questa volta l'avrebbe sfangata. 'Vengo a trovarti appena rientro dalle ferie' gli avevo promesso.
Non sono tornato in tempo.
Non è un mistero che spesso gli scrittori è molto meglio leggerli che conoscerli: alcuni si rivelano persone meschine e biliose, incapaci di godere della meraviglia della vita. Conoscere Ugo, invece, era meraviglioso quanto leggerlo. Sulla pagina era un'emozione continua (e continuerà ad esserlo per sempre, grazie a Dio) e passare qualche ora con lui era un'esperienza straordinaria. Ho avuto il privilegio di conoscerlo, ho la colpa di non averlo frequentato abbastanza. Mi aveva telefonato, quando era ricoverato a Palermo, perché pensava che fossi là. Si annoiava, voleva fare quattro chiacchiere. Ma io non ero a Palermo. Non ci sono mai quando serve. E ho mancato un appuntamento importante, al quale, per fortuna, è andato un amico comune: Roberto Alajmo. L'ultima volta che ho sentito Ugo è stato la settimana scorsa. Gli ho telefonato per sapere come stava. 'Male' mi ha detto, quasi senza voce, ma poi ha fatto una battuta. Una di quelle sue battute che ti aprivano il cuore, che ti facevano pensare che anche questa volta l'avrebbe sfangata. 'Vengo a trovarti appena rientro dalle ferie' gli avevo promesso.
Non sono tornato in tempo.
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