Due Madri - il booktrailer - in libreria dal 14 aprile

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domenica 6 marzo 2011

Come una vecchia Vespa

Anni fa, molti anni fa, partii per gli Stati Uniti senza avere ben chiaro se e quando sarei tornato. Lasciai la mia Vespa PX 125 del 1980 nel parcheggio all'aperto della redazione e tanti saluti. Tornai dopo alcuni mesi. La Vespa era ancora là: la sella impolverata e sul poggiapiedi era cresciuta l'erba. Ero sconsolato: non si sarebbe mai rimessa in moto. Eppure tentai lo stesso: infilai la chiave, girai e diedi un colpo secco al pedale dell'accensione. Tossicchiò, borbottò e tacque, ma mi fece capire che si era svegliata. Sorrisi, chiusi l'aria, diedi un altro colpo secco. E lei mi fece sentire subito che poteva pure avere la polvere sulla sella e l'erba sulla pedana, ma era una Vespa old style e ci voleva ben altro per metterla fuori gioco. Fece più fumo di una Campagnola Fiat ingolfata, ma si rimise in moto. Eravamo entrambi pronti a tornare sulla strada.

Questo blog è rimasto in silenzio per cinque mesi. Sono stati cinque mesi intensi di scrittura e rilettura. Cinque mesi in cui, al termine di ogni giornata, pensavo che forse era opportuno aggiornare i lettori del mio blog su quello che stavo combinando. Ma di opportuno nella scrittura non deve esserci nulla: se uno ha voglia e tempo di raccontare qualcosa lo fa e basta, altrimenti diventa un'ossessione o una pietosa ostinazione.

Molte delle energie che ho speso in questi mesi sono nel nuovo romanzo. E' stata un'esperienza bella e intensa, forse più bella e intensa del solito. Ne sono venuto fuori un po' spompato, con una gran voglia di leggere più che di scrivere. A ogni passo, però, mi imbatto in storie che chiedono di essere raccontate. E, un po' come Ulisse, torno a desiderare di dispiegare le vele.

lunedì 25 ottobre 2010

18 giorni alla consegna

Anche gli scrittori hanno delle scadenze. Oppure credevate che uno si mettesse lì a creare la sua opera e poi la portasse bel bello all'editore per la pubblicazione? Forse qualcuno che lo fa c'è ancora, ma se si lavora con una grande casa editrice, di quelle che pubblicano centinaia di titoli, non ci si può presentare con il manoscritto e il sorriso sulle labbra e sperare che venga pubblicato tre mesi dopo. No, la cosa è gestita con ampio anticipo dagli agenti letterari e dal direttore editoriale che stabiliscono insieme qual è il periodo migliore per l'uscita del romanzo e fissano sul calendario una serie di simpatiche bandierine: data firma contratto; data consegna prima versione; data prima revisione; data prima bozza; data consegna ultima bozza e poi... via! L'uscita in libreria.
La mia scadenza è fra 18 giorni.

Quando ho firmato il contratto l'ho fatto anche con una certa spocchia: mi stavano dando un sacco di tempo per scrivere il nuovo romanzo. Un sacco di temo per i parametri del giornalista d'agenzia, uno che quando si mette a scrivere un pezzo lo fa con la consapevolezza che doveva essere pronto due ore prima.
Ma quel mucchio di tempo si è ristretto a un pugno di giorni. Diciotto, per l'esattezza.

Non sto messo male. Sono davvero al rush finale, mi mancano gli ultimi capitoli e so - o almeno credo di sapere - dove andrà a parare la mia nuova storia. Sono stato molto diligente e ho scritto con costanza, senza mai perdere il filo della narrazione e con un rigore da preparazione atletica.
Solo che molte cose sono successe nel frattempo, prima fra tutte la promozione a responsabile della redazione NewMedia, che negli ultimi tre mesi e mezzo mi ha tenuto dieci ore al giorno in agenzia. Però ho cominciato ad andare al lavoro con il treno e questo ha concesso ben 100 minuti al giorno di totale immersione nella scrittura. Ogni giorno, appena preso posto, ho acceso il fedele iPod, l'HP EliteBook 2530p e mi sono isolato dal resto del mondo. Cinquanta minuti all'andata e cinquanta minuti al ritorno di scrittura pura, senza nulla che potesse distarmi. E il mio cervello deve essersi talmente abituato che se all'ora prevista non ero in assetto da scrittura cominciavano a prudermi le dita per la voglia di riversare sulla tastiera parole su parole.

Però arriva anche il momento in cui bisogna dedicarsi interamente alla scrittura. Conosco ormai talmente bene i miei personaggi da poter prevedere ogni loro mossa - su questa cosa un po' pirandelliana prima o poi dovremo intrattenerci - e so dove la storia deve approdare. Così ho preso una settimana di ferie per chiudermi in casa e portare la nave in porto.

E' una bella sensazione: un acquazzone impietoso oltre la finestra, un buon caffè sulla scrivania, Musicovery settato su un canale giusto e una vecchia, morbida felpa Old Navy addosso.
E... mio Dio che voglia di scrivere!

giovedì 30 aprile 2009

lunedì 27 aprile 2009

Leggi le prime pagine di 'In terra consacrata'

Ci siamo: il mio nuovo romanzo, "In terra consacrata", sarà domani n tutte le librerie. Dare un'occhiata al booktrailer magari vi ha incuriosito e se volete saperne di più, cliccate qui e seguite le semplici istruzioni del sito 'megaupload' per scaricare le prime pagine in formato .pdf. E' un'operazione estremamente facile: basta inserie il codice indicato nello spazio apposito e cliccare su 'scarica file'.
Roma, 1983: una ragazzina di quindici anni, cittadina vaticana, svanisce nel nulla. Venticinque anni dopo un giovane avvocato deve far luce su quella vicenda se vuole salvare se stesso e ciò che resta della sua famiglia.
L’unica strada che può seguire è quella indicata da Anna Marzani, una donna finita, rovinata dalla cocaina, ridotta all’ombra della bellezza di un tempo quando, negli anni Ottanta, era l’amante del capo di una banda criminale che aveva terrorizzato Roma. Per alleggerire la posizione di sua figlia Valeria, arrestata per droga, è disposta a rivelare quello che sa su quella scomparsa.
Non tutti però vogliono crederle.
Non Settimio Chiosi, il magistrato che per venticinque anni ha vagliato ogni indizio, ogni pista, ogni ipotesi nel tentativo di venire a capo della vicenda; né Francesco Lannuzzi, il pm che gli è subentrato.
Eppure Fabrizio Rebecchi, un giovane avvocato dello studio penale che segue la Marzani da sempre, dà credito alle sue rivelazioni e decide di portare allo scoperto quello che la donna ha soltanto lasciato intendere. Man mano che gli elementi del passato emergono a formare un quadro agghiacciante, Fabrizio capisce che chi ha colpito un tempo è pronto ad agire di nuovo e che dietro la scomparsa della ragazzina vaticana si nascondono trame perverse e poteri occulti, disposti a tutto perché la verità rimanga per sempre sepolta.

“In terra consacrata” si ispira a uno dei misteri più oscuri dell’Italia contemporanea. Con la collaborazione di Rosa Polito, cronista giudiziaria dell’Agi, parte dalle più recenti rivelazioni sulla scomparsa di Emanuela Orlandi per tratteggiare una trama fitta di intrighi.
Una storia che si inserisce nel filone della new italian epic e si sviluppa in un thriller che non lascia respiro, rievocando anni di indagini su scandali finanziari, complotti e connivenze tra crimine organizzato e istituzioni.

Alla base del romanzo – che segue il successo de ‘Il Corruttore’ – c’è un intenso lavoro di ricerca compiuto su migliaia di pagine di documentazione: dal crack del Banco Ambrosiano ai legami tra Banda della Magliana, Cosa Nostra, massoneria e banca vaticana.

domenica 22 marzo 2009

Hurray, it's draft day!

E' fatta! Le facce soddisfatta (la sua) e allucinata (la mia) che vedete sono conseguenza della consegna dell'ultima bozza del nuovo romanzo. Il file è già arrivato alla tipografia della Piemme a Verona, anticipato di un paio di giorni da quello della copertina.
Lei, ve la presento, è Rosa Polito, punta di diamante insieme al mitico Gian Franco Coppola (ma quella è un'altra storia) della cronaca giudiziaria dell'Agi. Molti, moltissimi scoop di cui avete letto sui giornali sono in realtà farina del suo sacco. Il suo nome comparirà solo nel frontespizio, ma senza di lei questo nuovo romanzo non potrebbe esistere.
E' un progetto che per mesi abbiamo portato avanti in una specie di semisegretezza, seminando spiegazioni a mozzichi e bocconi a chi ci chiedeva cosa stessimo combinando. Ora è fatta. Titolo e tema? Nooo, i dettagli li riserviamo per la prossima volta.