Due Madri - il booktrailer - in libreria dal 14 aprile

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giovedì 20 maggio 2010

Internet for peace... ma ne siamo sicuri?

Sono abbonato a Wired. Mi sono abbonato subito, non appena ho ricevuto a casa l'invito a farlo, perchè nel '94, quando stavo a NY, fu la prima rivista a parlarmi di Internet e dell'e-mail. Wired Italia e Wired Usa non sono la stessa cosa. Per fortuna. Vorrei avere più tempo per leggerla da cima a fondo perchè è davvero una buona rivista e meriterebbe ogni minuto del tempo che richiede. Solo che poi ha varato questa cosa, internet for peace, per candidare la rete al Nobel per la pace. Ora, premettendo che non l'avrei mai dato a Yasser Arafat per quello che ha fatto nè a Barack Obama per quello che potrebbe fare, stiamo pur sempre parlando del massimo riconoscimento su quanto di più aleatorio, controverso, fragile e utopistico ci sia sulla Terra. Eppure quelli di Wired sono convinti che la rete si meriti il premio.
Negli stessi giorni in cui lanciavano la loro campagna - che, diciamocelo, fa molto tech-glam - ho scritto di un rapporto del Centro Wiesenthal secondo cui su Twitter, Facebook e YouTube il numero degli attacchi a sfondo razziale o di matrice terroristica é aumentato del 20 per cento nell'ultimo anno. Il Rapporto sull'odio in digitale, che ha preso in esame 11.500 siti, ha rilevato che il linguaggio carico d'odio trova sempre più spazio sul web.
A questo voglio aggiungere una notazione molto più banale e dal valore statistico decisamente meno rilevante. Durante il mio ultimo viaggio in treno da Milano ho dovuto percorrere cinque carrozze per arrivare fino al bar. Ne ho approfittato per contare quante persone avessero il computer portatile accesso e per sbirciare per cosa lo stessero usando. Molti, moltissimi avevano un portatile ed erano connessi a Internet nonostante la precarietà del collegamento. Approssimativamente il 20% stava lavorando; il 50% guardava film (magari scaricati illegalmente) e il 30% stava su... Farmville.
Non metto in discussione il fatto che senza il Twitter gli studenti iraniani non avrebbero potuto dar voce alle loro proteste, né che senza ProPublica il giornalismo sarebbe più povero, ma se vogliamo dare il Nobel alla rete dobbiamo darlo prima all'inventore dell'aria condizionata per aver scongiurato innumerevoli omicidi scatenati dalla calura estiva; all'inventore della macchina per il caffè per aver evitato chissà quanti colpi di sonno in autostrada e a quello della lavapiatti per il sostegno dato al movimento per l'emancipazione della donna.
Diffido di un mondo in cui un groviglio di fibre ottiche e doppini ramati viene confuso con una filosofia di vita. La rete è solo uno strumento e nient'altro. E come ogni strumento non è buono o cattivo in sé, ma a seconda dell'uso che se ne fa. Oppure un Nobel per la pace non si nega a nessuno, nemmeno a Nadia Cartocci per aver trovato un papero solitario nella sua fattoria virtuale?

venerdì 3 ottobre 2008

L'immancabile appuntamento con gli Ig-Nobel

Ogni anno li aspetto con trepidazione. Solo il Nobel per la Letteratura mi incuriosisce di più, ma pochi appuntamenti sono esilaranti come quello con gli Ig-Nobel: i Nobel dell'assurdo. E ogni anno cerco di essere io a occuparmene. Oggi, come di consueto in apertura della stagione dei Nobel veri, si sono rinnovati l'appuntamento e le risate. Con una sorpresa: tra i premiati c'è anche un italiano.
Ecco il lancio che ho fatto per l'Agi, ma mi sarei dilungato molto, molto di più...
ITALIANO VINCE NOBEL DELL'ASSURDO TAROCCANDO IL 'CRUNCH' DELLE PATATINE
L'ingannatore di sensi italiano ha vinto il Nobel. Non quello vero, in realta', ma uno degli 'Ig-Nobel', i riconoscimenti assegnati ogni anno alle ricerche piu' assurde dagli 'Annali delle ricerche improbabili' di Harvard. Tra i vincitori di quest'anno c'e' Massimiliano Zampini dell'Universita' di Tento che, insieme a un collega di Oxford, e' riuscito a far credere a una persona che stava addentando una patatina croccante mentre invece era stantia facendole ascoltare in cuffia l'inconfondibile 'crunch' delle chips. Ogni anno, in una cerimonia anarcoide alla vigilia dell'apertura della stagione dei Nobel veri, vengono celebrate le ricerche piu' surreali. E quella di Zampini e' in buona compagnia: per la chimica e' stato premiato lo studio di una scienziata del policlinico di Boston secondo cui la Coca-Cola uccide lo sperma, ma non puo' per questo essere usata come contraccettivo. Per la biologia il premio e' andato a un'equipe francese che ha dimostrato che le pulci del cane saltano molto piu' lungo di quelle del gatto. Per l'economia alla scoperta fatta in New Mexico che per una ballerina di lap dance le mance piu' cospicue corrispondono con il periodo di maggiore fertilita'. Due archeologi brasiliani, poi, si sono guadagnati l'Ig-Nobel grazie a una ricerca che dimostra i danni di cui e' capace un armadillo libero di scorrazzare in un'area archeologica. Il premio per la pace e' invece andato al Comitato etico svizzero per aver sancito il principio che le piante hanno un dimensione morale e una dignita'.